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domenica, 22 giugno 2008
Un quadro

Vincent_Van_Gogh-Iris




Il caso ha voluto che la mia vita si incrociasse con questo giardino, nel momento in cui esso asseconda esattamente il mio stato d’animo.
Ci trascorrerò dentro qualche mese.



E’ bellissimo aggirarsi per la mente sconvolta dell’autore, inseguire i suoi impeti attraverso i repentini cambi di colore, fluttuando per la direzione indicata dalle pennellate.



Quanta vita c’è qui dentro, quanta lotta.



Questo posto è pieno di gente, molti si confondono con il fondo, perché sono insignificanti e spesso fastidiosi, i più fanno baccano, alcuni ti sono vicini eppure la loro freddezza la riconosci dal colore delle loro facce, mentre come se nulla fosse, discutono del più e del meno e ti tolgono la luce affogandoti con le loro foglie.



E tra la folla ci sei tu, e sei solo, confuso in mezzo agli altri, timido pallido iris bianco, un po’ sporco perché la tua purezza e le tue speranze sono stati guastate col passare degli anni, uguale ma con un vestito diverso, perché chi ha qualcosa in meno è diverso come chi ha qualcosa in più.



Alla fine come la forma del vuoto è necessaria all’equilibrio del pieno, così l’artista nella mancanza, nell’essere diverso, esprime la sua originalità ed il suo un talento.
E’ una strada poco battuta dove passerai per strano e se non sarai stimato in vita, sarai ghettizzato.
Qualcuno mi ha detto che Van Gogh ha realizzato questo quadro nel giardino del suo ospedale psichiatrico.

Postato da: laformadelvuoto a 21:10 | link | commenti (8)


Commenti
#1   23 Giugno 2008 - 00:31
 
che bello.

è ovvio che l'avrò visto cento volte,
ma la tua lettura gli dona un mood di malinconia in blue e,
allo stesso tempo,
una forza assoluta,
nella fragile presenza.

sai quanto io mi senta un pallido iris bianco tra la folla,
in questo momento...

per fortuna ci sono queste isole di pensiero, questi spazi della ragione, questi splendidi vuoti,
con il mondo intorno.

la forma del tuo vuoto,
oggi, è calda e bellissima.

a presto.
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#2   25 Giugno 2008 - 20:25
 
Beh, ma chi possiede una ricchezza ed una profondità interiore non è mai solo, o se non altro non ha bisogno di riempire gli spazi vuoti ad ogni costo e questo a prescindere dal fatto che si senta felice, o adeguato al mondo.
Del resto più che la gioia, credo che sia l’intensità di certe ferite a produrre opere d’arte.

Grazie ho apprezzato molto il tuo bel commento.
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#3   25 Giugno 2008 - 20:52
 
Il vuoto serve per dare risalto,è un po' come l'ombra,come il silenzio fra due note,lo spazio tra le parole.Quell'attimo tra un respiro e l'altro.La sospensione per poi riprendere.Osservo la delicatezza di quell'iris,il suo silenzio bianco in mezzo al blu chiassoso.Questa lupa bianca ben conosce il quadro in cui vive.E canta su Innerland i suoi silenzi di parole.E ti abbraccia e ringrazia per questo post così bello.Dolorosamente bello.
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#4   27 Giugno 2008 - 09:27
 
é la via dell'arte: i nostri pensieri trovano una forma dinanzi all'arte, una forma segreta e impreveduta. E' così che l'arte strappa il mondo al caos.
utente anonimo

#5   27 Giugno 2008 - 12:48
 
@ Riyueren
per caso sei una lupa sul tipo di quelle di Clarissa Pinkola Est'es?.
Il suo libro è un manuale per noi donne.
Per il resto hai colto perfettamente lo spirito e la forma del vuoto.
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#6   27 Giugno 2008 - 12:51
 
@ anonimo
ciao, non tutti sono in grado di farsi salvare dall'arte ma una cosa è certa persino il filosofo invidia l'artista.
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#7   27 Giugno 2008 - 16:27
 
quel furbone del direttore del manicomio, compro' molti colori e molte tele. la' dentro van gogh trovo' il suo momento piu' prolifico.
o almeno questo mi hanno detto al museo di amsterdam ma non e' che fossi molto ricettivo:)
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#8   29 Giugno 2008 - 17:36
 
@cattiverio
tra le poche certezze della mia vita c'è quella che chi ha certe doti assolutamente non è in grado di averne altre :)
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