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I tempi sono cambiati? C’è tanta arroganza ed il concetto di terra viene surclassato da quello di mondo, perché il nostro pianeta attualmente è più maschile che femminile(nel senso che anche le femmine son maschi).
Non ho letto Freud e di conseguenza non so cosa sia l’invidia del pene, ma quel che è certo è che quando ero adolescente, il concetto era che l’estensione del mezzo di trasporto era proporzionale ad una certa carenza fisica.
Quando è uscita la Smart, non avresti trovato un uomo disposto a guidarla neanche a pagarlo oro. Poi le cose sono maturate e gli uomini hanno capito che la Smart è necessaria perché l’importante non è quanto è grosso ma come si usa.
Purtroppo è durata meno di una frazione di secondo e sono comparsi i suv.
Alcune tizie di mezz’età si son messe alla guida di tali mezzi, causando smacchi imperdonabili alla mia seicento.
Ma non ce l’ho con il consumismo, anzi lo adoro, e non ce l’ho nemmeno con quelli che sfondano i marciapiedi per parcheggiare il mostro, più che altro la mia frustrazione cresce con l’oscuramento della visuale innanzi a me e girare il finestrino (perché io c’ho la manovella) comporta la morte per inalazione diretta del tubo di scappamento che in certi esemplari si trova più o meno ad altezza narice.
Stamani ho visto la pubblicità della Captiva, forse è vecchia non lo so, mal’ho trovata molto educativa.
Praticamente è una metafora dello sviluppo mentale dell’acquirente della Captiva Chevrolet.
All’inizio il mondo è fatato, ma siccome il consumatore-bambino vuole diventare un adolescente, acquista la Captiva e arriva nel bel mezzo della storia con la sua macchina a far danni.
Per nulla rispettoso della segnaletica, né tanto meno delle buone maniere, vedendosi ostacolato nel suo intento menefreghista dal povero principe azzurro (che d’altro canto vuole solo difendere la principessa), zompa su tutte e due e li schiaccia.
Nel finale le povere vittime sono due pupazzi perchè probabilmente gli schizzi di sangue e i pezzi di fegato sulla carrozzeria nuova fiammante non piacciono al consumatore-bambino.
