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Quando gli artisti occidentali videro le prime stampe giapponesi, dovettero rimanere sconcertati che l’asimmetria delle forme potesse essere un elemento tanto elegante ed equilibrato e stupiti
che a riempire tanti spazi liberi fosse unicamente la forma del vuoto, quella cosa che in musica può essere tradotta come una fragorosa pausa.
SergioToppi è il disegnatore italiano che ha esplorato più di tutti questa forma affascinante in tutte le sue soluzioni, succedendo ad illustri autori quali Klimt o Schiele per le affinità nello stile, nella composizione e nel tratto: nervoso, geometrico, apparentemente fragile e sospeso come uno strappo inciso da una lama sottile su di una tela, un segno determinato.
Sergio Toppi è il grande disegnatore che ha contribuito a rendere la gloriosa scuola italiana del fumetto (ormai defunta), arte maggiore.
Pochi tratti di nero delimitano i suoi soggetti senza tempo, umani e carismatici come i personaggi venuti fuori dalle pellicole di Sergio Leone.
Un gusto raffinato e tutto particolare per il colore ed un insuperabile talento per la composizione con scelte inusitate e bizzarre, che solo lui è in grado di dominare, forme che irrompono in uno spazio immobile con la prepotenza ed il movimento infinito.
