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Alla ricerca incrollabile di uno scopo, invidio la fede di alcuni(propensione all’infinito) , l’abnegazione alla pulizia della casa di altri (compito a breve termine con scadenza regolare e ripetizione infinita)ed il profumo di libertà di quelli che vivono giorno per giorno (abnegazione per se stessi in quanto unico scopo sulla terra?).
In realtà tutta la mia vita è protesa ancora alla ricerca della libertà che assaporo di sfuggita solo quando corro e dipingo.
Per questo mi è sembrato un po’ strano prendere parte ad un dibattito dal tema “la vocazione all’arte”, quando con il termine vocazione intendo, una strada non scelta ma subita da una chiamata divina alla quale per ovvie ragioni non ci si può sottrarre.
Eppure il credente reputa di conoscere la vera libertà.
A nove anni ho fatto due scoperte interessanti, una molto molto piacevole, probabilmente ispirata da un libro di educazione sessuale scritto in svedese (ma con le figurine).
L’altra che la vita umana intesa in senso assoluto non ha scopo.

Quest’ultima mi è stata ovviamente ispirata da un desolato campo estivo infestato di cicale.
Le cicale mi hanno fatto pensare anche che le leggi scientifiche che applichiamo per plasmare il mondo a nostra immagine e somiglianza non esistono se non dentro il nostro cervello, la scienza di fatti non è riuscita a cambiare più cose della religione.
Nella forma i miei occhi si sono sempre spostati dal pieno al vuoto questo interesse mi ha sempre fatto sentire molto più a mio agio sotto l’acqua o dentro la forma che lasciavo sdraiata in un campo d’erba, dove mi trovo esattamente al centro del mondo, piuttosto che tra la folla.
Sarebbe bello costruire una new town che avesse il potere di resettare la memoria della gente, di cancellare la tragedia, ma forse la gente privata di tutto non ha bisogno di qualcuno che la privi anche di avere il tempo di rielaborare il lutto, perché c’è differenza tra una città antica e una città vecchia tra una città rotta e una città inutile se è vero, come è vero, che sotto quelle rovine ci sono ancora gli oggetti radunati in una vita, i vicoli della tua infanzia, i corpi dei tuoi cari, e la memoria che ti rende l’uomo di oggi.